MISTERI e SEGRETI dal MONDO

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L’elettricità al tempo degli antichi Egizi

Già da piccolo ero rimasto affascinato dall’archeologia: come un novello Indiana Jones sognavo di scoprire antiche città perdute, tesori segreti e reperti che potessero gettar luce sul nostro ancor indecifrato passato. Con il passare del tempo, ho approfondito i miei studi e le mie ricerche, scoprendo con piacere che molte cose non erano ancora chiare, soprattutto nell'antichità....anzi. C'erano oggetti, inscrizioni, documenti e leggende che erano difficili da spiegare, anacronismi che l’archeologia classica cercava di incastonare nella loro percezione ristretta della verità, sminuendo importanti scoperte o addirittura additandole di false. Perché nella visione classica l'evoluzione dev'essere lineare, dal passato al presente, un'evoluzione continua dove le civiltà antiche sono solo l'inizio di quello sviluppo che porta ai giorni nostri. Quindi é totalmente inconcepibile pensare che gli antichi Egizi, per esempio, potessero disporre di elementi tecnologici scoperti solo pochi decenni fa, come per esempio l’elettricità.

Eppure ci sono importanti evidenze che dicono proprio il contrario.

LAMPADE DI DENDERA

Nel 1857, a circa 70 Km da Tebe, fu scoperto da Auguste Mariette il tempio di Dendera. Questo monumento si divide in due parti, di epoche alquanto diverse: una parte alla vista, di epoca Tolemaica (350 a.C.) e le cripte (probabilmente le fondamenta del tempio originale) che risalgo alla XVIII Dinastia (2.250 a.C.). É proprio in quest’ultima parte dove si trovano i geroglifici piú interessanti: lo zodiaco e le famose lampade di Dendera. 

Alla fine di uno stretto corridoio, che non porta da nessuna parte, quasi a voler lasciare un messaggio, si trova la rappresentazione sottostante

Particolare delle lampade di Dendera

Inutile dire che l’immagine é molto controversa: secondo la teoria classica sarebbe illustrato il serpente primordiale che sale da un bulbo di fiore di loto, rappresentando la creazione della vita. Ma le somiglianze tra i fiori di loto e soprattutto le inscrizioni fatte in altri geroglifici, non convince. Infatti le radici dei fiori di loto si trovano sempre sott'acqua, mentre in questo caso sembrano piú dei cavi che non delle radici. Inoltre la forma del fiore é molto allungata, poco verosimile. Il bulbo (o lampada) é poi appoggiato su una struttura (lo zed, elemento comune nella simbologia egizia e che rappresentava la stabilità) molto simile ai nostri attuali isolatori elettrici ed all’interno il serpente primordiale assomiglia molto a un filamento elettrico. Infine, davanti all’oggetto si trova il dio Toth con 2 coltelli in mano, che comunemente rappresenta il simbolo del pericolo.

Come mai un fiore di loto era cosí pericoloso?

 

Somiglianza tra un moderno isolatore elettrico e lo Zed

Poco distante, all’inizio dell’angusto corridoio, si trova un’altra rappresentazione alquanto particolare, dove si vedono strani cavi che collegano 4 elementi e tra due di essi, un segno a zig-zag racchiuso in una sfera, che potrebbe nuovamente rappresentare l’energia elettrica

Strano elemento collegato a dei cavi e dettaglio delle spirale elettrica tra 2 di essi

Ciò che forse rafforza ancora di piú queste teorie é il fatto che delle 12 camere che si trovano nella cripta, solo questa é tutt’ora visibile, mentre le altre furono smontate e trafugate all’epoca della loro scoperta: contenevano forse qualcosa che l'umanità non doveva sapere?

In effetti forse non é un caso che pochi anni dopo la scoperta del tempio e dei suoi enigmatici geroglifici, William Crookes inventó il ”Tubo di Crookes” (l’antepassato del tubo catodico usato nei televisori). Come si vede nell’immagine qui sotto, le somiglianze sono sorprendenti

Il tubo di Crookes

Infine, per dimostrarne l’effettività, in tempi moderni é stata riprodotta la lampada di Dendera, mostrando il suo reale funzionamento seguendo esattamente le indicazioni che compaiono nel geroglifico del tempio.

Pile di Baghdad

Un altro reperto inportante che rafforza la teoria che l’elettricità era ben conosciuta già dall’antichità solo le pile di Baghdad. Queste piccole anfore, della grandezza di una mano, furono scoperte nel 1936 vicino all’omonima città e sono datate del II secolo a.C. Al loro interno, coperte da un tappo di bitume, si trova un cilindro di rame con dentro una barra di ferro. Con una soluzione acida (succo di limone per esempio) la ”pila” poteva generare energia elettrica

La pila di Baghdad

Una sezione della pila e la sua spiegazione tecnica

Le piramidi (e Tesla)

Ma è negli ultimi anni quando sta prendendo piede una delle teorie piú affascinanti: potevano essere le piramidi dei generatori elettrici, sfruttando le teorie della corrente alternata di Tesla? Secondo vari studi scientifici, era realmente possibile.

Analizziamo il perché:

1. MATERIALI: le piramidi di Giza (in particolare quella di Cheope) sono composte nel loro interno, soprattutto nelle cosiddette sale del Re e della Regina, da granito (ottimo conduttore elettrico, per via dell’alta concentrazione di quarzo) mentre lo strato esterno é composto da calcare (ottimo isolante). Inoltre é risaputo che il ”piramydion” era ricoperto d’oro, in natura il miglior conduttore che esiste. Questo farebbe si che l'energia prodotta all'interno venisse convogliata verso l'alto e liberata attraverso il piramydion, generando energia "wireless" esattamente come spiegato da Tesla con la sua torre Wardenclyffe.

2. STRUTTURA: la forma piramidale, secondo vari studi scientifici, aiuta la propagazione dell’energia, dalla base verso l’alto. Ricordiamo poi la perfezione delle 3 grandi piramidi di Giza.

3. POSIZIONE: le piramidi sono state costruite sopra le falde acquifere sotterranee del Nilo, che fanno si che, con il loro movimento, si generino onde telluriche che producono energia terreste: la piramide, grazie alla sua forma, semplicemente convoglia questa energia, verso l'alto.

4. ZED: é stato dimostrato che all'interno della piramide di Cheope é racchiuso un'enorme Zed, che passa attraverso la camera del Re e la cui parte superiore si trova al di sopra di questo spazio. Questo fu inserito all'interno della piramide durante la sua costruzione e non é visibile dall'esterno: quindi, che funzione aveva? 

5. CAMERA DEL RE: é abbastanza chiaro che le piramidi non sono mai state delle tombe come per anni ci hanno voluto far credere: a parte la mancanza di iscrizioni, pitture e decorazioni al suo interno (fatto strano, visto che tutte le tombe sono riccamente decorate), l'accesso é quasi impossibile e non lo sarebbe stato con un grande sarcofago. La tomba di granito all’interno della camera é molto piccola (1,08 m. x 0,98 m.) e difficilmente avrebbe potuto albergare al suo interno il sarcofago del Faraone. Quindi a cosa serviva questa struttura?

6. ARCA DELL' ALLEANZA: secondo le fonti bibliche, l'Arca dell'Alleanza era il posto dove erano contenute le Tavole della Legge di Mosé ed aveva il potere di folgorare (con una scarica elettrica) chi la toccava o provava ad aprirla. Composta di legno d’acacia e ricoperta d’oro, aveva esattamente, secondo quanto riporta la Bibbia, le stesse dimensioni del contenitore del sarcofago della sala del Re. E se fosse stato il generatore necessario a creare l'energia attraverso le piramidi?

 

Dettaglio della struttura della piramide secondo Christopher Dunn, nel suo libro The Giza power plant: ancient technologies”

Questa teoria, per rivoluzionaria che sia, é avallata dagli studi di vari scienziati (non egittologi): qui potete trovare il link degli studi di Christopher Dunn

http://www.gizapower.com

Ed il link di un articolo di Tuttoscienza, dove si sottolinea il fatto che la Grande Piramide é in grado di concentrare radiazioni elettromagnetiche, esattamente con fanno le nostre antenne paraboliche

https://oggiscienza.it/2018/08/06/grande-piramide-concentra-onde-radio/

Un ultimo studio interessante é quello dell’ingenier Michel Barsoum, dove afferma che le pietre usate per costruire le piramidi non sono di origine naturale come sempre si é pensato, ma bensí artificiale, confermando le proprietà elettriche dell’edificio e che fu pensato e costruito per quell’uso

https://www.livescience.com/1554-surprising-truth-great-pyramids-built.html

 

Si puó quindi concludere che l’energia elettrica era ben conosciuta nell’antichità, non solo per gli Egizi, ma anche per altre culture, come per esempio quella Maya, che potremo approfondire in un prossimo articolo.

A parte i vari indizi elencati qui sopra, é alquanto strano che in nessuna tomba siano stati inconcontrati segni di fuliggine o evidenze che le camere o le tombe fossere illuminate con torce o fuoco. Un elemento in piú per affermare quale fosse la reale fonte di illuminazione usata.

 

Gabriele Sales

Agosto 2019

Ecco un bellissimo video riassuntivo

Tratto dal canale IL LATO POSITIVO