MISTERI e SEGRETI dal MONDO

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Ettore Majorana, fisico ed accademico italiano. (1906-1938) (o per la teoria di fuga, scomparso dopo ultima traccia in Venezuela nel 1959)

ANTEFATTI E PRESUPPOSTI

Come posso io descrivere una delle menti italiane più sorprendenti degli ultimi secoli? Non posso, ma vi riscrivo la sua autobiografia... 

 

" Sono nato a Catania il 5 agosto 1906. Ho seguito gli studi classici conseguendo la licenza liceale nel 1923; ho poi atteso regolarmente agli studi di ingegneria a Roma fino alla soglia dell'ultimo anno. Nel 1928, desiderando occuparmi di scienza pura, ho chiesto e ottenuto il passaggio alla facoltà di fisica e nel 1929 mi sono laureato in fisica teorica sotto la direzione di S.E. Enrico Fermi svolgendo la tesi: "La teoria quantistica dei nuclei radioattivi" e ottenendo i pieni voti e la lode. Negli anni successivi ho frequentato liberamente l'Istituto di Fisica di Roma seguendo il movimento scientifico e attendendo a ricerche teoriche di varia indole. Ininterrottamente mi sono giovato della guida sapiente e animatrice di S.E. il prof. Enrico Fermi. "

 

Ettore Majorana, fin da piccolo fu un bambino prodigio. A 5 anni eseguiva calcoli matematici complessi ed era serio, preciso ed attento come un adulto. Crescendo divenne un uomo d'altri tempi, con una morale elevata e una disciplina ferrea, infatti seguì le orme dello zio Quirino e si dedicò alla fisica. Viaggiò in Danimarca e in una Germania con il nazionalsocialismo in rapida espansione. Conobbe e collaborò con scienziati della leva di Werner Heisenberg. Conobbe inoltre Niels Bohr, la cui frequentazione lo portò a conoscere altri fisici importanti dell'epoca, tra i quali Christian Møller e Arthur H. Rosenfeld, e a frequentare George Placzek. Rientrato in patria fascista, operò principalmente come teorico della fisica all'interno del gruppo di fisici noto come i "ragazzi di via Panisperna" con a capo il fisico Enrico Fermi. Majorana era l'unico del team in grado di tenere testa ed eguagliare lo stesso Fermi. Passava però molto tempo in biblioteca e ai laboratori da solo per essere più concentrato. Le sue opere più importanti hanno riguardato infatti la fisica nucleare e la meccanica quantistica relativistica, con particolari applicazioni nella teoria dei neutrini. La sua mente brillante trovò il modo di scindere la materia come la conosciamo per alterarla con fini "alti" di utilità pubblica. Ovviamente andò a scontrarsi anche lui con i poteri forti, un SISTEMA di persone che al contrario, avrebbero potuto sfruttare tale potere inimmaginabile per altri scopi. Teniamo presente che il fermento, la voglia di guerra all'inizio degli anni '30, eccitava grossi industriali, illuminati e massoni. Majorana ad un certo punto volle distaccarsi dal team di ricerca e lavoro nucleare. Scomparve all' improvviso nel 1938, in pieno splendore di un'epoca fascista che sarebbe crollata di lì a pochi anni. Scomparve lo stesso anno che casualmente lo stesso capo scienziato del team Enrico Fermi ricevette il premio Nobel (forse al suo posto?!?) Ricordo a tutti che Fermi emigrò negli Usa poco tempo dopo per sviluppare il progetto Manhattan con Oppenheimer che portò quegli sforzi, quegli studi e scoperte a creare l'abominio umano per eccellenza: la bomba atomica che venne sganciata ben due volte sul Giappone nel 1946.

La ricerca atomica seppur pericolossima (CONSIGLIO LETTURA ARTICOLO "Denuncia Nucleare" ) continua imperterrita nonostante i media mondiali continuino a rassicurarci che essa viene limitata, in parte dismessa e da certi Nazioni persino abbandonata. Falso! Le scorie, le radiazioni anche se abbandonate per sempre da tutti, avveleranno ogni forma di vita di questo pianeta per altri migliaia di anni! 

Negli anni '30, Ettore Majorana iniziò e poi continuò ad eclissarsi dal team per perfezionare le sue ricerche, al punto di sfiorare un esaurimento nervoso. Nel gennaio 1938 tenne la prima lezione inaugurale come docente di fisica teorica presso l'Università di Napoli. 

Poi nel giro di poche settimane tutto cambiò... 

Il team di via Panisperna si stava  ormai sciogliendo. Fermi, Segrè, Rasetti, Amaldi e Pontecorvo si dispesero in lavori divisi e diversi anche all'estero. Consigliarono a Majorana una pausa dagli studi e dal lavoro in quanto la sua salute fisica e mentale ne stavano risentendo. Fu così che l'ultimo giorno in cui fu visto fu il 25 marzo 1938. Scrisse dei telegrammi ad un caro amico e alla famiglia, si imbarcò su un piroscafo della Tirrenia per rientrare a Palermo, ma nessuno lo vide più... 

 

Esistono varie teorie sulla scomparsa. 

 

IPOTESI SUICIDIO

Causato dal distaccamento del gruppo di lavoro, i rimorsi per aver scoperto il vero obiettivo dell'energia nucleare con fini distruttivi e non per creare, e l'esaurimento nervoso per il troppo studio. 

IPOTESI FUGA DALL'ITALIA VERSO L'ARGENTINA o il VENEZUELA 

Esistono varie testimonianze di avvistamenti e prove fotografiche dove visse  li fino al 1959

 

IPOTESI EREMITA

Majorana si sarebbe affidato ad una vita monastica segreta lontana dalle pericolosità del mondo nucleare scoperto. il Papa Giovanni Paolo II in visita nel 1984 presso la Certosa di Serra San Bruno dichiarò che li vi permase per vario tempo) 

 

IPOTESI NAZISTA 

Majorana nei suoi viaggi nel decennio precedente fece un'ottima impressione ad una cerchia ristretta di scienziati tedeschi. Con l'avvento del nazionalsocialismo, il Reich, fra altre ricerche a tutto campo, cercava di attirare a sé tutte le menti migliori... 

 

IPOTESI FOLLIA

Fino ai giorni nostri si sono susseguite indagini speciali da parte della Magistratura. Esistono riferimenti di testimonianze di cittadini che lo videro condurre una vita nomade, da clochard in Sicilia, ma anche a Roma, un lucido pazzo che aveva la stessa cicatrice come sulla mano destra ed amava aiutare giovani fanciulli con compiti di matematica, girovagando in povertà per non dare nell'occhio, forse per non essere trovato da niente e nessuno. 

 

Subito dopo aver appreso della sua scomparsa Enrico Fermi, che lo aveva paragonato per capacità a Galilei o Newton, dirà di lui:

 

« Con la sua intelligenza, una volta che avesse deciso di scomparire o di far scomparire il suo cadavere, Majorana ci sarebbe certo riuscito. Majorana aveva quello che nessun altro al mondo ha; sfortunatamente gli mancava quel che invece è comune trovare negli altri uomini, il semplice buon senso »

Nel 1975 il famoso scrittore Leonardo Sciascia gli dedicò un libro indagine edito prima a fascicoli da La Stampa e poi in romanzo dalla Einaudi. Il titolo azzeccatissimo è LA SCOMPARSA DI MAJORANA di cui consiglio la lettura, veramente coinvolgente ed appassionata. 

Lo scalpore prosegue...

La Procura della Repubblica di Roma ha riaperto il caso nel 2008 a seguito di una puntata del programma televisivo Chi l'ha visto? dove un testimone disse di averlo conosciuto sotto falso nome di Sig. BINI in Venezuela negli anni '50. 

Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, titolare all' epoca dell'inchiesta, ha accertato la presenza di Ettore Majorana nella città venezuelana di Guacara nei sobborghi di Valencia fra il 1955 e il 1959. I Ris dei Carabinieri hanno convalidato la sua identità in una foto scattata in Venezuela nel 1955 in compagnia dell'emigrato italiano Francesco Fasani. Ettore Majorana si nascondeva sotto nome di Sig. Bini. Nella sua richiesta di archiviazione il PM Laviani ha scritto:

"I risultati della comparazione hanno portato alla perfetta sovrapponibilità" dei particolari anatomici di Majorana (fronte, naso, zigomi, mento e orecchio) con quelle del padre. 

Eppure il mistero continua ancora oggi... Le ipotesi sono molte e di sicuro questa scomparsa assurda andrà sviscerata ancora a lungo prima di essere risolta. 

Ovviamente un bel sentore di "puzza di bruciato" lo si sente. Lo percepisce di più chi come me vede un ennesimo tentativo di depistare indagini fornendo così tante variabili da confondere la verità. Quella che ovviamente i POTERI FORTI, il SISTEMA  del Deep State segreto devono tenere occupate persone ad indagare ormai inutilmente, mentre le ricerche, i prototipi, i risultati di una vita per un buono scopo di migliorare il mondo, vengono ovviamente impiegati per piegarlo, sfruttarlo e minacciare di bombardarlo. 

Ecco cosa fu LA MACCHINA DI DIO, ed ecco come venne trasformata in mero sviluppo atomico. 

E ancora una volta vengono create prove, diversivi, indizi e piste per spingere il resto del mondo dalla parte opposta a quella che si vuole tenere nascosta. 

In altre parole, 

C. V. D. 

 

Simone Merlo

ottobre 2019

L' antimateria... conosciuta in gergo come "LA MACCHINA DI DIO"

 

Da uno studio approfondito con un obiettivo, spesse volte si rimane sorpresi dai risvolti o implicazioni impreviste che ne conseguono. Il voler scoprire le proprietà molecolari di un elemento, di scinderlo, di cercare l'atomo universale più piccolo che compone ogni cosa vivente o inanimata ha portato inevitabilmente a scoprire quanto la naturalità possa dichiararsi con una potenza ineguagliabile. Tale potenza risulta appetibile per l'idea di imbrigliarla e convertirla in energia. Energia per creare, energia per modificare altra materia, o energia distruttiva. Ecco con che cosa il mondo si ritrovò negli anni '20 e' 30. Ed ecco ovviamente in questi decenni a cosa abbiamo assistito di socialmente utile. Bombe atomiche, centrali nucleari, e minacce su minacce alla tranquillità globale. 

Eppure ancora una volta gli scopi inizialmente furono buoni. Ancora una volta la teoria sembrò spuntarla dalla pratica. 

Esistono ancora oggi diversi esperimenti replicabili sulle potenzialità utili di tali esperimenti. In gergo, lo sviluppo dei lavori di Majorana vennero definiti come LA MACCHINA DI DIO, ovvero come dice la parola, un mezzo costruito in vari modi e di diverse dimensioni, da avere il potenziale DIVINO, ovvero di plasmare la materia, di convertirla, di creare insomma. Di sicuro tale epiteto non poteva riferirsi ad una volontà di poter essere sfruttata volgarmente per produrre solo scissioni nucleare atte ad esplodere per creare o morte o energia da rivendere. 

Sul web vi sono vari test eseguiti che dimostrano l'utilità di tale mezzo. Lasciamo stare quelli del 1992 dove si riconvertì della volgare gommapiuma in oro. Pensiamo a come socialmente questa cosa potrebbe porre fine a malattie e sofferenze nel mondo ad esempio. Ridurre la fame, riconvertire elementi in altri, sanificare interi mari, terre e aggiustare sigillando per sempre crepe e falle in imbarcazioni, ponti, acquedotti. Le applicazioni utili sarebbero infinite. Putroppo ci si scontra con l'eterna verità che il mondo ha l'uomo, un essere per lo più falso che necessita di morti, cenere e sofferenze per proseguire. La distruzione fa piangere l'uomo, ma dopo lo fa gioire per la ricostruzione che ne consegue. Malati da  poter curare, consumatori da abbindolare, paesi da rovesciare e dominare, etc... Soldi, sempre i maledetti soldi... 

Il mondo dei potenti intanto rimanda e rimanda. Come le notizie ricorrenti su nuovi passi per la lotta al cancro, allo stesso modo compaiono ogni tanto notizie su buchi neri e nuove particelle scisse o accelerate in grado di fornire energia pura ed illimitata. Ebbene? L'energia è la chiave per la nostra razza per non estinguersi. L'energia in grado di portarci su altri pianeti. La stessa energia che da tempo sarebbe in grado di far viaggiare un'automobile per decine di chilometri annientendo l'acqua di un bicchiere. La stessa energia scissa riducendo elementarmente pochi chilogrammi di ferro per riscaldare le abitazioni di una città ed illuminarla per un mese. Ecco cosa potrebbe davvero fare la scienza. Ecco cosa sognano utopicamente pochi brillanti scienziati prima che vengano minacciati e costretti a cedere alle lusinghe dei soldi... 

GUARDATE I VIDEO QUI SOTTO E CAPIRETE... 

 

Simone Merlo

ottobre 2019

 

 

 

 

Roma, 1930. Foto di un gruppo di giovani di grande impegno e talento che, sotto la guida di Enrico Fermi, riesce a portare a termine, nell'istituto di fisica di Via Panisperna, Roma, l'elaborazione e lo sviluppo della ricerca nucleare.

Dal canale di Dario Califano

Una delle tante trasformazioni possibili...

Dal canale omonimo Ettore Majorana. Sintesi degli esperimenti riproposti da Rolando Pellizza nel 1992

Descrizione e funzionamento

Dal canale omonimo Ettore Majorana

Ed ecco oggi i fini e gli scopi...

Dal canale Ettore Majorana